Ecco perché molti dei driver Windows sono del 2006: sono davvero così vecchi?

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Ecco perché molti dei driver Windows sono del 2006: sono davvero così vecchi?

Category : Novità

Chiunque abbia armeggiato con la schermata “Gestione dispositivi” di una qualsiasi versione di Windows si sarà accorto di una peculiarità del sistema operativo di Redmond: i driver generici rilasciati da Microsoft risalgono tutti al 2006, nella fattispecie al 21 giugno 2006. Perché?
È ovvio che quei driver sono più aggiornati di quanto la data non vorrebbe far credere visto che un driver del 2006 non può essere stato scritto o revisionato per le nuove versioni di Windows e comunque i componenti che troviamo oggi nei nostri computer sono indubbiamente più recenti. È altrettanto ovvio, quindi, che la data a cui ci riferiamo sia sbagliata. Ma perché questo errore grossolano? Ed è davvero un errore o solo una scelta ben precisa?

La risposta in qualche modo ufficiale proviene da uno sviluppatore Microsoft, che è sceso in campo su Reddit per placare l’annoso dubbio:

“Quando il sistema PNP (Plug & Play) classifica i driver considera prima l’hardware ID che corrisponde al driver. Se due driver corrispondono allo stesso hardware ID il sistema inizia a considerare la data. Quindi se si ha un dispositivo che potrebbe usare un driver nativo, ma sul computer è già installato il driver del produttore, ogni volta che Microsoft aggiorna il suo driver nativo andrebbe a sovrascrivere quello del produttore perché la data è stata aggiornata ad una più recente. Come evitarlo? Impostiamo su ogni driver che rilasciamo la data della versione RTM di Windows Vista a prescindere dal suo ultimo aggiornamento (aggiorniamo la versione, che è il requisito che viene considerato subito dopo la data)… in questo modo preserviamo il driver che hai già installato posizionandolo ancora come la migliore soluzione per quel componente”.

Un sistema un po’ semplice, e per niente elegante, ma oltremodo efficace. Microsoft fornisce driver generici per le nuove installazioni di Windows e per le emergenze in modo da garantire funzionalità essenziali anche durante il primo avvio di un sistema. Tuttavia è preferibile utilizzare i driver specifici dei produttori per le varie componenti, in modo da abilitare funzionalità più profonde e migliorare compatibilità, stabilità e prestazioni. Con il sistema delle date Microsoft può garantire che i driver dei produttori abbiano sempre una priorità su quelli proprietari e generici, ma questo non significa che i driver Microsoft siano effettivamente dell’era di Windows Vista.


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Windows 10 è il sistema operativo definitivo di Microsoft

Un SO creato da Microsoft e rifinito dagli utenti nell’insegna della gratuit
Microsoft non può permettersi nessun passo falso con Windows 10. La compagnia è reduce dall’insuccesso di 8 che, ancora oggi nel giorno del debutto del suo successore, non è riuscito a scavalcare le quote di mercato di Seven. Ha impiegato parecchi anni prima di superare l’arcaico Windows XP, che viene ancora preferito incautamente da molteplici realtà aziendali in tutto il mondo. Windows 10 è stato progettato e sviluppato da Microsoft, ma proprio perché non si può più sbagliare si è fatto tesoro come mai prima d’ora dei consigli ricevuti dagli stessi utenti, i quali hanno partecipato attivamente nell’evoluzione dell’embrione del sistema operativo. Sono stati infatti milioni gli Insider che hanno contribuito allo sviluppo, impartendo consigli attraverso l’esperienza maturata con le build beta rilasciate pubblicamente.

Possiamo dire che Windows 10 non è un prodotto del tutto nuovo nella data del suo rilascio, il 29 luglio 2015, ma che molti addetti ai lavori e utenti consumer lo conoscono già in maniera particolarmente approfondita. Il 1° ottobre 2014 Microsoft rilasciava la prima anteprima tecnica del sistema operativo, nota allora come Technical Preview. Tutti gli utenti potevano partecipare al programma di beta semplicemente registrandosi su Windows Insider, elemento che ha concesso un certo successo all’iniziativa. Si tratta di una manovra che già la società aveva attuato con Windows Phone (lì si chiamava Developer Preview), che ha portato più di un milione di utenti a provare il nuovo software a solo un mese dalla sua nascita. Ma si è trattato di “roba da esperti”.
“Non scherziamo nel dire che è ‘roba da esperti’. Quindi, se credi che il BIOS sia un nuovo tipo di carburante vegetale, Technical Preview potrebbe non essere adatto a te”, scriveva la società durante la presentazione della prima beta. Da allora la società ha richiesto consigli e pareri sulle funzionalità da inserire od omettere, sulle scelte sul piano della user experience, sull’impatto grafico degli elementi dell’interfaccia, ma anche consigli basilari relativi al wallpaper della schermata di blocco. Nel corso dei mesi i lavori di finitura sono stati veramente tanti, e difficilmente quantificabili: Microsoft ha tracciato quelle che sarebbero state le novità principali del sistema operativo, ma a delinearne l’esperienza d’uso sono stati proprio gli utenti comuni.

Un approccio nuovo e coraggioso da parte di Microsoft, che difficilmente vediamo praticato da colossi di questo calibro e che ricorda, con le dovute proporzioni, quello dei software open-source, in cui è la community a scrivere parte del codice. Ma non è nuovo solo l’approccio in quel di Redmond, quanto tutto il concetto alla base di Windows. Microsoft sceglie di abbandonare la progressione numerica, dimenticandosi del 9 per passare direttamente a Windows 10, un numero che più volte abbiamo definito come “più concreto e netto”, che ha l’obiettivo di stabilire e meglio definire un cambiamento radicale non solo nell’interfaccia grafica o nelle funzionalità, ma nel concetto di base del SO.

“Windows as a service” è il traguardo voluto e ottenuto dalla nuova Microsoft guidata da Satya Nadella, Windows inteso come servizio. Un concetto che abbraccia il modo di operare della nuova Microsoft, più snella rispetto a quella pachidermica di Steve Ballmer e capace di destreggiarsi fra più categorie di prodotto partendo dal software e dai servizi, fino ad arrivare all’hardware, con smartphone, tablet e 2-in-1. Un percorso che aveva già disegnato Ballmer, ma che arriva alla sua piena maturazione solo con il nuovo CEO, che vuole definire lo stesso Windows 10 come un ecosistema compatibile con tutto, e non solamente come un semplice sistema operativo.
Windows 10 sarà l’ultimo sistema operativo di Microsoft, frase che di fatto spiazza ma che definisce la nuova strategia della compagnia di Redmond, in cui Windows riceverà aggiornamenti incrementali per sempre e gratuitamente: “Non ci sarà nessun Windows 11”, ci è stato ricordato alcune settimane fa da un portavoce della società. Questo significa che dopo Windows 10 non dovremo attenderci più alcuna major release. Gli aggiornamenti arriverannno con costanza, ma saranno incrementali: pensare le prossime novità del sistema operativo con un numero identificativo sarebbe sbagliato, perché questo non avverrà. Windows 10 verrà aggiornato proprio come un servizio, e non più come un software tradizionale, e tutti gli aggiornamenti futuri saranno proposti gratuitamente.

Gratis è stata una delle parole più utilizzate nelle fasi di pre-rilascio, visto che Windows 10 sarà proposto gratuitamente a tutti gli utenti di Windows 7 e Windows 8.1 con regolare licenza nel primo anno dal debutto. Ma non ci sarà alcun stravolgimento nel modello di business della società, che è già avvenuto con l’introduzione dei vari servizi a sottoscrizione. Del resto, Microsoft punta a monetizzare con le vendite agli OEM e non sulla vendita delle varie licenze al consumatore finale che, probabilmente, occupano una parte marginale nel suo fatturato. L’utente finale non pagherà quasi in nessuna circostanza il nuovo sistema operativo, e nel primo anno dal debutto l’aggiornamento sarà gratuito per centinaia di milioni di utenti in tutto il mondo.
Fonte: http://www.hwupgrade.it